Sono molto delusa, questa partita,dovevamo vincerla.
Dopo il passo falso dei nerazzurri dovevamo soltanto approfittarne. Un'ingenuità che ci costa tanto. Sono due punti persi. Due punti troppo importanti.
Contro il Genoa avevamo giocato alla grande, quel punto conquistato a Marassi sembrava una vittoria.
Contro il Bologna invece è pari ad una sconfitta, e brucia brucia tanto.
Un'ingenuità di Felipe Melo (ottimo per tutta la partita) che perde quel pallone al centrocampo. Non si può.
La difesa ha giocato benissimo a parte Molinaro che non so cosa gli sia passato per la testa. Forse ancora non è da Juventus. Io lo conosco e mi dispiace dire questo, forse mi sbaglio anzi lo spero.
Diego ancora non ha recuperato al 100% e lo abbiamo notato tutti. Marchisio e Camoranesi due campioni niente da dire. Su Giovinco non mi esprimo perchè ancora non l'ho inquadrato so solo che mi aspetto di più.
Per quanto riguarda l'attacco bene Trezegol, mentre per Amauri ci vuole una vera benedizione e spero ritorni presto al gol.
Ovviamente sono contenta per il rientro del Capitano, 400 presenze in Serie A con la maglia bianconera. Unico.
Ora pensiamo alla gara contro il Bayer Monaco, non sarà facile ma dobbiamo vincere. E' il nostro unico imperativo.
Forza Ragazzi

Dopo la partita combattuta e vinta meritatamente contro la Lazio si ritorna sul palcoscenico europeo.
Domani si gioca contro il Bordeaux, inseguiamo il sogno Champions.
Nostro unico imperativo è quello di vincere.
Forza Ragazzi!!!
Ps. Sbaglio o la Juventus è diventata di nuovo "antipatica" a tutti?...intanto io godo!

Dopo una partita combattuta e vinta meritatamente contro la Lazio si ritorna sul palcoscenico europeo.
Lasciamo per qualche giorno il Campionato per concentrarci esclusivamente sulla Champions.
Domani si gioca contro il Bordeaux il nostro imperativo è vincere!
Forza Ragazzi!
Ps. Mi sbaglio o la Juventus è diventata di nuovo "antipatica" a tutti??.....Godo!
«Un modello da tutti i punti di vista: tecnico, stilistico, comportamentale»: così Gaetano Scirea venne ricordato il giorno della sua scomparsa da Enzo Bearzot, il Commissario Tecnico della Nazionale campione del Mondo del 1982. Una frase adattabile al suo modo di giocare e anche a una vita che si è fatta amare da chi ha avuto il piacere di conoscerlo. È impossibile separare i due ambiti ed è questa l’originalità di una persona che ha trovato estimatori ovunque, presso ogni tifoseria. Di lui si è sempre apprezzata l’immensa classe che lo ha reso il libero più forte di tutti i tempi, mai disgiunta da una riservatezza caratteriale: Scirea non è mai stato protagonista di una polemica, né in campo né fuori, e i giornalisti della sua epoca in lui non trovavano parole per un titolo a effetto, bensì un sentito ringraziamento per averlo intervistato.
La sua carriera nasce nell’Atalanta, squadra con la quale esordisce in serie A il 24 settembre 1972 contro il Cagliari. Gioca da centrocampista e piace per l’eleganza del passo, la sensibilità tattica e la raffinatezza nel tocco di palla. Qualità che porta alla Juventus dal 1974-75, arretrando di posizione. Il suo numero è il 6, nel calcio dell’epoca significa rivestire la posizione del libero e fungere da ultimo baluardo dello schieramento difensivo. La sua interpretazione del ruolo è assolutamente moderna, nel mondo solo il tedesco Franz Beckenbauer ha le stesse capacità di garantire protezione al reparto e contemporaneamente di essere l’uomo in più quando avanza. L’immagine che meglio esemplifica il suo muoversi con rapidità e leggerezza la si vede nella rete del 2-0 della finale Mundial, quando esibisce un delizioso colpo di tacco nell’area avversaria prima di servire all’amico Tardelli il pallone che farà impazzire di gioia l’intera Italia.
Con la Juventus Gaetano Scirea ha disputato 552 partite dal 1974 al 1988, un primato assoluto detenuto per due decenni prima che lo raggiungesse Alessandro Del Piero. Sette scudetti, due Coppe Italia, una Coppa dei Campioni, una Coppa Intercontinentale, una Coppa delle Coppe, una Supercoppa Europea, una Coppa Uefa: l’elenco delle vittorie è infinito, come l’amore della gente verso un campione che costituisce un motivo d’orgoglio per tutti noi, oggi più che mai.
Juventus.it
Motivo di orgoglio per tutto il calcio italiano.
Grande Uomo e Grande Campione.
Un ricordo che non svanirà mai..