venerdì, 30 marzo 2007.

CAPITANO CHE DA’ L’ESEMPIO
Del Piero cuore d’oro con i bimbi malati
In videoconferenza si collega con due giovanissimi fan malati: domande a go-go e qualche promessa


GUIDO VACIAGO
TORINO. Ci sono storie semplici, gesti facili come un gol a porta vuota, ma che contano quanto una coppacampioni. Quella di Michele, Giovanni e Alessandro è una di queste storie. Michele e Giovanni di cognome fanno
Franco, vivono nella provincia di Taranto e sono malati di distrofia muscolare. L’unica consolazione per loro è la Juventus, la squadra del cuore, un motivo di distrazione da una realtà dolorosa. Alessandro è Del Piero, il capitano e il simbolo della Juve, di cui Michele e Giovanni sono fan accaniti. La loro camera è tappezzata di sue immagini, raccolte e appiccicate sulle pareti per renderle meno opprimenti. Piccole finestre per sorridere a un amico.
Ieri se n’è aperta un’altra. Più vera e reale dei poster, perché Alex è apparso in televisione esclusivamente per loro. Una videoconferenza organizzata dalla trasmissione di Maurizio
Costanzo, Buon Pomeriggio, che aveva ricevuto una lettera del padre dei due ragazzi. Così, per il suo diciottesimo compleanno Michele ha ricevuto il regalo più incredibile e bello: gli auguri di Del Piero.
Il collegamento è iniziato nel presto pomeriggio, prima dell’allenamento e verrà trasmesso nei prossimi giorni durante il programma di Costanzo in onda su Canale 5. Una saletta del centro sportivo di Vinovo era stata allestita con le telecamere e i collegamenti: Alex è arrivato puntuale e si è messo a parlare con i suoi due giovani tifosi. Una magia degna del suo destro.
Da una parte lui vedeva la camera dei ragazzi, con tutti i vessilli bianconeri, dall’altra loro vedevano il loro idolo, pronto a chiacchierare. Le domande del padre, che interpretava le curiosità dei figli, si sono presto trasformate in una intervista a cui il giocatore si è sottoposto con allegria. « Certo che ci dispiace essere in serie B. Non è certo una situazione piacevole, ma stiamo trovando pure dei risvolti positivi. Quali? Stiamo scoprendo dei posti che altrimenti non avremmo mai visto. Però non deve durare ancora a lungo, vogliamo tornare immediatamente in A e lottare ai vertici come siamo abituati. Stiamo lavorando come dei matti per raggiungere questo obiettivo, perché sappiamo come anche voi tifosi state vivendo male la retrocessione. Sarà bello, alla fine del campionato, riuscire a fare festa per noi e per voi » . I due ragazzi hanno, poi, invitato Del Piero a casa loro, a Taranto, strappando una promessa al campione: « Se riesco, vengo volentieri a trovarvi » .
Un quarto d’ora dopo, la chiacchierata via satellite è finita, Alex è corso negli spogliatoi per cambiarsi e raggiungere la squadra in campo per l’allenamento. Un gol, però, lui l’aveva già realizzato.

Questa notizia è di qualche settimana fa...credo...sapevo che Alex si doveva collegare con la trasmissione Buon Pomeriggio.. Ma non trovavo l'intervista...

Grazie a Kelly10

Come vedete Alex dimostra sempre una gran disponibilità...ma soprattutto un grande cuore...COMPLIMENTI

Giu86
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categoria/e: segnalazioni
giovedì, 29 marzo 2007.

Sembrava un ragazzino ieri...

Sempre con te Capitano

Nel finale c'è anche spazio per un vivacissimo Ale Del Piero. Ap

Giu86
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categoria/e: foto, nazionale
giovedì, 29 marzo 2007.

Roberto Donadoni con Alessandro Del Piero. Ansa

Inseguito dai cronisti alla vigilia del match contro la Scozia, Alex Del Piero aveva risposto con un enigmatico "parlerò dopo", facendo pensare a montagne di sassolini da togliersi per il trattamento "democratico" ricevuto da Roberto Donadoni, tra tribuna in Georgia, sostituzione in partitella, e dichiarazioni assortite ("è uno come gli altri").

Comprensibile allora che lo si cerchi nel ventre dello stadio San Nicola, per conoscere tutta la verità del capitano bianconero, tra i migliori in campo a dispetto dei minuti concessigli. Ma Pinturicchio si limita ad una battuta, con cui sorvola leggero sulle polemiche: "Dovevamo vincere e abbiamo vinto, ora ci rivediamo a giugno". Con buona pace di chi si aspettava quintali di veleno. Anzi, Del Piero rilancia, lui alla maglia azzurra, anche da indossare in panca, non ci rinuncia proprio...

Io Adoro Quest'Uomo...

Giu86
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mercoledì, 28 marzo 2007.

Questo intervento non è per il Capitano... O meglio serve x il blog del numero 1!

Ora vi spiego...

Ho ricevuto un e-mail da questo sito... Vasco Blog

Mi ha chiesto per poter pubblicizzare il mio blog...una breve descrizione di vasco blog.

Devo dire che è un sito interessante...mentre navighi ascolti anche la musica...

Oltre i blog vi sono anche i forum... Un sito da poco nato e che cerca di decollare...

Sono onorata di dare una mano...anche perchè aiutate anche a me x far crescere questo blog nato con amore ad agosto...

Un po' di pubblicità non guasta mai.. :)

Giu86
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mercoledì, 28 marzo 2007.

ALESSANDRO DEL PIERO * A volte sento che i miei gol li manda papà, dal cielo

Sposato con Sonia Amoruso dal 2005, il calciatore della Juventus ha pubblicato un libro sulle cose che ama di più. E vuole un figlio al più presto

Alessandro Del Piero ha da poco pubblicato per la Mondadori il libro “10+”, per far conoscere ai suoi fan cose e persone che ama di più. Fra queste, ovviamente, c’è la moglie Sonia Amoruso, trent’anni, che ha sposato ne 2005 dopo un lungo fidanzamento. Quando l’ha conosciuta, prima di parlarle, Alessandro l’ha spiata per giorni dietro le vetrine del negozio dove lei lavorava: “Per capire se una persona ti piace devi tentare di conoscerle e scoprirla. Devi avvicinarti a lei con curiosità. E con umiltà. Per conquistarle, ho cercato di fare a meno del mio personaggio, del mio ruolo pubblico. Ho lasciato perdere l’orgoglio. Quando mi sono fidanzato, i giornali non facevano altro che pubblicare le date presunte del matrimonio. E ora, che finalmente sono sposato, annunciamo a ruota libera l’arrivo di un bambino… Quando arriverà saremo molto contenti”.

In una vita vissuta al top, Alessandro ha solo un cruccio: la scomparsa del padre Gino, morto nel 2001. “E’ sempre stato lui a seguirmi fin da piccolo nelle trasferte, nei posti più sperduti. La sua morte è una di quelle ferite che non si rimarginano mai. Ma la sua presenza la sento comunque. A volte, quando faccio gol, mi capita di pensare che l’idea dell’azione sia piovuta dal cielo. Sento che qualcosa – anzi: qualcuno, mio padre – mi ha ispirato. A fine partita non ricordo nemmeno come è andata veramente”.
Vipline
Giu86
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