mercoledì, 31 gennaio 2007.

Alex Del Piero, juventino a vita, nel vero senso della parola. "Del Piero ha un futuro nella squadra perché è un campione grande e una bandiera e un calciatore che vuole continuare a giocare - ha detto il presidente bianconero Cobolli Gigli -. Dopodichè penso che per Del Piero possano essere aperte anche le porte della dirigenza se lui lo riterrà".

Giu86
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lunedì, 29 gennaio 2007.

Questo è un mio pensiero personale...C'è chi può essere d'accordo chi no... Ma devo sfogarmi e dire la mia...Ieri ne ho sentite davvero troppe...

Alessandro Del Piero chi è per voi?

Per me è la Bandiera della Juventus...Per me rappresenta in pieno la Juventus...Questo giocatore per 13 anni sta lottando con questa maglia...Sta lottando con un numero 10 sulle spalle...La maglia della Juve non è facile da indossare...La maglia della Juve significa grande responsabilità...E lui Alessandro Del Piero le ha superate tutte...In 13 anni ha dato tanto e ancora oggi sta facendo di tutto per lui...per la società...per i colori...ma soprattutto per noi tifosi...

Io oggi non capisco quei tifosi Juventini che vanno contro questo CAMPIONE...Non capisco come si fa a dire che Del Piero è totalmente INDIFFERENTE...Non capisco coloro che dicono che è un giocatore FINITO...Non capisco coloro che dicono che era molto meglio IBRAHIMOVIC(tenete presente il mercenario?)Non capisco coloro che accettano più CAPELLO che DEL PIERO...Non capisco coloro che dicono che DEL PIERO NON RAPPRESENTA LA JUVE...

Io Giusy fondatrice di questo blog rimango ALIBITA a tali parole...(Dette poi da JUVENTINI...)

DEL PIERO E' UN CAMPIONE DI 32 ANNI CHE NON HA FATTO COME GLI ALTRI "MERCENARI" CHE SE NE SONO FREGATI DELLA JUVE E SONO SCAPPATI COME CONIGLI...POTEVA BENISSIMO ANDARSENE...MA NON L'HA FATTO...

QUESTO BLOG L'HO CREATO APPENA SAPUTO CHE ALEX NON ABBANDONAVA LA SUA SIGNORA...E A QUESTO PUNTO RIPETO ANCORA UNA VOLTA IO SONO ORGOGLIOSA CHE ALEX SIA LA BANDIERA DELLA JUVE...E SONO ORGOGLIOSA DI AVERE UN CAPITANO COME LUI...

Dopo questo sfogo...Vorrei o almeno spero che qualcuno commentasse questo post dicendo la propria opinione pro o contro Del Piero...Con motivazioni valide...Vorrei vedere se c'è qualcuno veramente che pensa che Alex non rappresenta la Juve...

GRAZIE MILLE IN ANTICIPO...

Giu86
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sabato, 27 gennaio 2007.

ALESSANDRO DEL PIERO

A inizio febbraio uscirà «10+», l’autobiografia di Alex Del Piero (edita da Mondadori). Dagli esordi al grave infortunio, dal trionfo dei Mondiali a Calciopoli, il filo conduttore è il numero 10. Ecco uno stralcio del sesto capitolo.

Parlo soprattutto di quei dieci giorni che hanno cambiato la mia vita. C’è stato un momento in cui ero pronto, con le valigie in mano: se rimaneva Capello, io dovevo andare via, perché non esisteva tra me e lui un rapporto tale da motivarmi per un altro anno. Io ci avevo investito, forse leggendo male alcune situazioni, avevo investito su di lui come allenatore, su questa società, sul fatto che comunque mi sentivo bene, ed ero rimasto un secondo anno; però era inevitabile che il terzo, a quelle condizioni, non ci sarebbe stato, né in B né in A.

Non dico che stessi già cercando casa ma, insomma, intimamente avevo già preso una decisione molto dolorosa, che era quella di andare via da Torino. Anzi, di andare all’estero, per rispetto di una idea di me stesso, non solo per rispetto verso i tifosi e la società; avrei cambiato campionato, sì, per cogliere l’opportunità, a quel punto, di fare un’esperienza veramente nuova: cambiare lingua, paese, usi, costumi, e vivere il calcio in maniera diversa. (...)

Non pensavo a una grande squadra, pensavo a una piccola squadra: una piccola squadra con delle ambizioni, in una bella città, con una bella tifoseria, un bello stadio. Una squadra piccola i cui tifosi non avessero nemmeno mai immaginato tutti gli allori dai quali io provenivo. (...)

Considerando poi che io sono juventino da quando ero piccolo, e mentre giocavo le mie prime partite, alla domenica, nelle pause chiedevo sempre cosa stava facendo la Juve - e se vinceva me ne caricavo come se stessi già giocando con quella maglia -, si può capire quanto possa essere attaccato a questi colori. E poi il rapporto con Torino, la città dove sono arrivato a diciotto anni e dove sono diventato un uomo, dove ho comprato la casa e me la sono modellata addosso negli anni, dove stanno gli amici che frequento, la città dove è nata mia moglie; anche quello è un valore enorme, nella carriera di un professionista, perché non sono molti i calciatori che, nel corso di una carriera ad alto livello, abbiano potuto piantare radici profonde come le mie. Avrei perso anche quello. E tuttavia, quella decisione l’avevo presa, il che da solo dice tutto riguardo ai miei rapporti con Capello.

Non si può tornare dove si è già
Lo so, c’è chi sostiene che io dovrei ringraziarlo, Capello, perché utilizzandomi come mi ha utilizzato negli ultimi due anni mi ha permesso di tornare ad alti livelli. Ma io non devo ringraziarlo, perché non è così. Io con lui non sono tornato ad alti livelli, io a quei livelli c’ero anche prima, e non si può tornare dove si è già. E’ questo che non riesce a capire chi dice così. (...)

Quando sposo una causa - e qui la causa era la Juventus -, io penso che giovare a quella causa diventa automaticamente il mio impegno. Quindi sono tenuto, fra l’altro anche come capitano della squadra, a dare qualsiasi segnale positivo per ottenere il massimo da qualsiasi situazione si venga a creare; e se ci sono cose che a me non vanno giù, sono tenuto a regolarmi interiormente per accettarle, di modo che, almeno sino a fine stagione, il mio avversario non sia interno, ma soltanto esterno (...) Criticare pubblicamente le scelte del proprio allenatore, a stagione in corso, non è compatibile con questo mio principio, e perciò non l’ho fatto, né lo farò mai, per quanta fatica mi possa costare.

Achille non ringrazia Agamennone
Ed ecco perché è nata la storia di Achille, tra parentesi. E’ stata una specie di fantasia, di «autoispirazione», con la quale ho cercato di trasformare il mio stato d’animo, da negativo che era, in positivo. Insomma, la metafora è chiara: la guerra alla fine, gli Achei l’hanno vinta, e, malgrado i contrasti con Agamennone, Achille è stato decisivo. Poiché io mi sento, sotto molti aspetti, un solitario, come lo era Achille. Però, alla fine, Achille non ringrazia Agamennone.

E insomma ero lì con le valigie in mano, la scorsa estate, ero veramente pronto a cambiare squadra, e invece poi si è ribaltato tutto: se n’è andato Capello, io ho vinto il Mondiale, e sono rimasto alla Juve - anche in B, anche con la penalizzazione pesante -, e ora sono molto sereno.

Sereno - l’ho sempre detto, e lo ripeterò sempre - ma senza mai smettere un solo istante di sentirmi addosso anche lo scudetto dell’anno scorso, che abbiamo vinto sul campo, nettamente, meritatamente e senza discussioni.

Dopodiché sono state prese delle decisioni e lo scudetto è stato cucito su un’altra maglia; ma io non ho mai smesso di sentirlo mio, e ora che la Juve gioca in serie B lo sento mia ancora di più, perché la retrocessione ha spazzato via da noi ogni ambiguità.

Ora l’ambiguità è sicuramente altrove, e se molti dicono che il mondo del calcio italiano, nonostante i processi e le condanne, non è affatto cambiato ma è rimasto praticamente uguale, bè, io so che di certo non stanno parlando di me, perché noi della Juve siamo i soli per i quali, invece, è cambiato tutto.

Per me, ora, è tutto nuovo, e le differenze non investono solo i dettagli ma la sostanza stessa dello sport che faccio.


E ora sono «dentro»
Sì, sembrerà un paradosso, ma devo dire che questo campionato di serie B è un po’ la situazione perfetta, per me. Rappresenta un ritorno reale, e non solo mentale, al calcio delle origini: allenamenti con continuità senza trasferte infrasettimanali, possibilità di preparare ogni gara con grande cura; una partita a settimana, e di pomeriggio, cioè con la luce naturale (...) In fondo, per me giocare in B significa ritrovare la mia giovinezza, e questo è un grande privilegio (...) Ma soprattutto è fantastico sapere che non mi sveglierò mai da questo sogno, perché è vero, è tutto vero: sono campione del mondo, gioco in serie B con la mia squadra, col mio 10 sulla schiena, e sono dentro.

Un libro da comprare assolutamente...con questi piccoli pezzi già mi sono commossa...Il Capitano è il mio orgoglio...Davvero Immenso...Sei dentro di me e a tutto coloro che ti amano...Sempre con te...

Giu86
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categoria/e: partite, nazionale, gol
sabato, 27 gennaio 2007.

Ecco un premio che mancava al mio palmarès: d'ora in poi, accanto a scudetti, coppe e medaglie potrò sfoggiare anche un inatteso telegatto! Ieri sera a Roma la cerimonia di premiazione, un immenso party con un parterre incredibile, che spaziava dai grandi personaggi della televisione, ai protagonisti del cinema, della musica e dello sport: un evento già la serata in sé... Ma ciò che mi ha fatto più piacere è stato ovviamente il premio: in un'annata come questa, così ricca di successi per lo sport italiano (i mondiali di calcio e le olimpiadi invernali soprattutto), l'essere stato votato dalla gente come sportivo dell'anno diventa il riconoscimento di tutto ciò che ho fatto, prima, durante e dopo la coppa del mondo, e forse, anche per essere riuscito a trasmettere i valori per me importanti, come la passione, l'amore per il calcio e i risultati, che pretendo da me stesso in tutto ciò che faccio. 

Alessandro Del Piero

Giu86
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categoria/e: premi
venerdì, 26 gennaio 2007.

TELEGATTI: VINCONO I FAVORITI, SORPRESA ALEX DEL PIERO

Telegatti 2007: hanno vinto i favoriti della vigilia, con una sorpresa veramente grossa. E' quella che porta il nome di Alex Del Piero: la 'bandiera' bianconera che ha avuto la meglio addirittura sulla Nazionale azzurra di calcio, fresca vincitrice del Mondiale in terra di Germania.

Nessuno se l'aspettava...e invece hanno capito tutti quant' è grande quest' uomo!!!

E' il migliore in tutto... Un premio da aggiungere a tutti gli altri....

Grande Capitano!!!

Giu86
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categoria/e: giornali, premi